Conatus di Vomitus

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Il “conatus” spinoziano non pone limiti al processo di potenziamento dell’essere e della capacità di agire sulla realtà circostante, modificandola a proprio vantaggio. Ai nichilisti d’oggi raccomando questa lezione. A mio modesto avviso oggi, alla fine del 2021, gli strumenti di “ribellione” sono tutti “sottrattivi”. Finito il tempo delle deleghe, occorre scardinare l’andreottiana necessità del voto per le classi dominanti (riassumo a braccio: “a noi non interessa tanto chi vince ma che la gente vada a votare, perché se il sessanta per cento degli elettori non votano per noi è un problema”). Dunque, paradossalmente occorre “negativizzare” le forme di protesta, giacché ogni manifestazione attiva non è altro che foraggio per l’Idra a nove teste. Sottrarsi alla partecipazione significa oggi rompere il dispositivo che alimenta la pulsione venefica del Vuoto palesatosi Pieno, che in Italia assume le sembianze del PD, ossia della cosmesi della politica che nasconde il vero lato osceno della “cupiditas” (e naturalmente ciò vale per tutto il resto delle forze politiche). Una maggioranza di non votanti è il segnale chiaro e limpido che mette terrore a chi governa. Oggi, libertà non è partecipazione. (12-10-2021)

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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