
Avviso ai naviganti e ai delatori di professione.
La mia è in fondo una storia di ricercata solitudine. Nessuno mi ha mai regalato nulla. Ho fatto tutto da me, spesso contro il volere dei più. E se realizzo tutto quel che ho fatto finora, non mi par vero che possa averlo fatto io da solo tutto questo. Questo per precisare. A muovermi sono delirio e visionarietà, non certo denari e prebende. Ho fatto e farò ciò fino all’ultimo giorno, con metodo e devozione quotidiana. Come sempre e indipendentemente da risultati e successi, poiché agire in ambito artistico e culturale è una missione, una vocazione, avente scopi tutt’altro che terreni. Giacchè non posso tollerare falsità in corpo e anima, la mia è una inconscia forma di purificazione, essendo il mio privato quasi sempre pubblico: non ho grandi segreti e ambisco alla scarnificazione. Chi parla a vanvera dovrebbe prima passare da questo tirocinio quotidiano, esser capace di tenere la barra a dritta nel fortunale, vivere l’umiliazione come dono e sprone. (Francesco Cusa 14 aprile 2024).
