Recensione di “Never Let Go” di Alexandre Aja

Quando certa critica è unanime nel liquidare film di questo genere, di solito mi precipito a vederli. Quasi sempre tali approcci cinematografici vengono liquidati e derubricati negli alvei di comodo da parte di una critica ignorante e poco edotta rispetto alle tematiche trattate. Intendiamoci. “Never Let Go” non è un capolavoro, ma è certamente un film interessante che contiene illuminanti intuizioni, girato molto bene e appassionante fin dalle prime scene (lo spettatore è immerso subito entro l’assurdo mondo della madre e dei due figli che vivono isolati nel bosco). Come al solito non parlo della trama, perché la mia idea di recensione è da sempre indirizzata al lettore che ha già visto il film.

Mi limiterò dunque ad analizzare alcune simbologie, lasciando sedimentare eventuali conclusioni a chi legge.

La corda che tiene legati la madre con i due figli ha una funzione concreta e non solo simbolica: rende intoccabili i tre membri familiari alle creature possedute e consente loro un discreto margine di movimento nei dintorni della casa. La natura benedetta della casa-chiesa garantisce protezione e immunità alla piccola comunità dominata dal culto matriarcale.

Il cane “Koda” è il capro espiatorio necessario al sacrificio-nutrimento della piccola comunità: rappresenta la fuga della parte animica, la sottrazione al rito totemico. Tale fuga è viceversa necessaria al sacrificio umano, a sua volta funzionale alla manifestazione del demone-serpente (e dunque al viaggio a ritroso nel tempo, al sacrificio umano).

Il Reale: cosa è reale in “Never Let Go?”. Io penso che tutti i piani della narrazione siano concretamente compresenti nella visione del regista, prova ne è la mano del demone che appare sulle spalle di Sam nella foto scattata alla casa in fiamme. Le critiche alle molteplici interpretazioni dei vari finali possono aver senso solo se si assume una chiave interpretativa di tipo psicologico (la madre è l’unica a vedere i demoni non i figli, siamo di fronte a una psicosi, ecc. ecc.), ma questo criterio è smentito dal prosieguo: sia Sam che Nolan sono costretti ad affrontare le entità malvagie una volta spezzato l’incantesimo della corda.

L’iPhone rappresenta una sorta di oopart, l’irruzione sul piano del Reale di un oggetto appartenente al mondo materico. Né Sam, né Nolan possono del resto sapere cosa è, visto che hanno vissuto isolati in una bolla temporale fuori asincronica (vivono il tempo come kairos, non sul piano sincronico). Anche qui, un sacrificio è necessario (quello dell’escursionista-padre) affinché i differenti piani del reale possano riallinearsi e consentire una dialettica del mondo fiabesco-orrorifico con quello della contemporaneità (penso al motore d’aereo che piomba sulla casa di Donnie in “Donnie Darko”). Solo così sarà possibile salvare i due ragazzi.

Momma è la madre tentata dal Serpente, con evidente riferimento alla “Genesi” biblica, e si suicida nella “serra” precedentemente posseduta dal serpente, ossia nell’Eden domestico. Tramite questo altro atto si conclama la natura oscena della divinità-rettile ed è possibile la catarsi-salvezza dei due ragazzi (ma anche qui, il finale si rivela esser ancora più ambiguo lasciando aperte le ulteriori interpretazioni).

Mi fermo qui per comodità. Moltissime altre sarebbero le considerazioni da fare (il materiale simbolico messo in scena è enorme), su tutte una metaforica sul concetto di limite e confine fra mondi, culture, geografie, nazioni, immaginari ecc. (a tal proposito mi viene in mente il paragone a un film come “Borders”) ma, probabilmente, ciò mi spingerebbe a sconfinare rispetto alla pertinenza di questa recensione.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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