Povero Hegel

Lo Stato, questo soggetto vampiresco, con buona pace dello stolto Hegel, dovrebbe proteggere la salute dei suoi “cittadini”. Bene. Se arrivasse un alieno che chiederebbe? Di certo ciò: perché questa tutela per le emergenze pandemiche da parte dello Stato (sacrosanta) a fronte della tolleranza, del lucro e della tassazione su fumo e alcolici che, sicuramente, sterminano migliaia di “cittadini” e rappresentano un costo elevatissimo per la Sanità? A tutto questo fa da coro il corpo votante elettorale che si muove in qualità di armento A e armento B, discutendo animatamente e schizofrenicamente circa i cavilli relativi all’ultima problematica di moda (l’imminente referendum). A fronte di ordini di cifre spaventose, è affascinante constatare quanto le fazioni di turno stiano a pugnare sui cavilli. Il Reale supera qualsiasi folle rappresentazione. Esso è follia normalizzata. Fascinazione del delirio. Lo Stato, che ha a cuore la salute e la felicità dei suoi sudditi… Caro Hegel, quante ne hai scritte di corbellerie, quanto avresti imparato da Nietzsche.  (settembre 2020).

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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