Il Ragionevole Dubbio

A mia memoria non ricordo un livello così basso del contraddittorio sulle tv generaliste. Eppure negli anni passati si contestava eccome la mancanza di spazi per le idee alternative a quelle dominanti. Al confronto con le trasmissioni dell’epoca (ricordate gli enormi agora dei Funari, dei Lerner, i ring dei Santoro ecc.?) quelle attuali paiono ricalcare lo scenario informativo plastico e monocorde dell’informazione e rimandano a certe ricostruzioni cinematografiche e grottesche dei cinegiornali. Fateci caso: oramai telegiornali e talk show ripetono lo stesso identico schema, ghettizzando la protesta entro una nosologia di comodo, enfatizzando gli episodici accadimenti di piazza, marchiando a fuoco il dissenso con tanto di lettere scarlatte: “NV”. Sarebbe interessante avere in trasmissione dei rappresentanti del dissenso, le centinaia di medici e ricercatori latori di una diversa interpretazione di dati, statistiche e cure, filosofi e intellettuali di diversa estrazione culturale a quella mainstream, nutrizionisti, maestri di yoga, la gente comune, sarebbe altresì istruttivo analizzare altri dati, venire a conoscenza dei diversi approcci di lettura statistica, contezza delle diverse pubblicazioni scientifiche ignorate ecc . E invece no. Tutta l’informazione è oramai orizzonte ospedaliero, celeste e anestetizzato che relega ogni altra intelligenza nel recinto del disagio psichico, dell’idolatria antiscientifica, della fuga dalla responsabilità sociale ecc . “La 7” in particolare, è diventata (in ciò surclassando la Rai) il centro da cui ogni sera vengono lanciati i nuovi anatemi. Ci ho fatto caso: provate a vedere le ultime due puntate (oggi è l’1 settembre 2021) e i titoli di giornali che annunciano i provvedimenti l’indomani. Generali e colonnelli (il nuovo clero giornalistico ben descritto da Costanzo Preve) alzano l’asticella della tensione progressivamente, soprattutto quando un fatto colpisce la corporazione di riferimento. Ci ritroviamo così a far fronte a questa continua estremizzazione della “notizia”, che viene processata, distorta e amplificata per raggiungere determinati obiettivi strategici. L’orizzonte verso cui indirizzare il dissenso è sempre il medesimo, chiaro e limpido in chi dispone di una discreta conoscenza degli accadimenti storici. Oggi però sono cambiati i contesti, gli strumenti, ma soprattutto i tempi per la messa in atto di determinate “politiche”. Parliamoci chiaro: tutto l’attuale piano sanitario si regge sulla congestione del Parlamento, ostaggio di due forze peculiari (escludo per ragioni che sarebbe troppo lungo argomentare in questa sede le becere destre, comunque parte di questo stesso giogo di paradossale destrutturazione degli attuali scenari), ossia il PD e il M5S. Ricordiamo che queste due forze sono in origine antagoniste e poste su un piano radicalmente antitetico della concezione politica: il M5S propone in origine un radicale cambiamento e forme di democrazia diretta, il PD è il partito di Renzi e il maggior sostenitore delle attuali politiche finanziarie su scala globale (cito a tal proposito un articolo del 2014: – La Cgil contro l’esecutivo Camusso: “Renzi voluto dai poteri forti”. Ira Pd: “Lei leader Cgil con tessere false” Intervistata da Repubblica, la leader Cgil incalza il governo: “Ecco spiegato perché parla solo con le corporazioni e non con noi”. Replica di Orfini: “A palazzo Chigi per volere del partito”: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/camusso-repubblica-intervista-poteri-forti-f3734616-ca84-44ea-a7d8-9df6e68f7958.html.). 

Bene, queste sue forze rappresentano attualmente il fulcro su cui si reggono le pratiche esecutive dei governi Conte e Draghi, ed a questo asse afferiscono tutte le trasmissioni di propaganda e manipolazione dell’opinione pubblica, le cui recrudescenze si fanno sempre più marcate durante l’’attuale periodo del “Semestre Bianco” e, più in generale, nel lungo periodo dei governi non eletti secondo regolari pratiche di voto popolare. Riflettete qualche secondo solo sui tempi di questa apparente schizofrenia: due forze politiche assolutamente incompatibili che si ritrovano nell’arco di pochi mesi a condividere il medesimo disegno strategico nella totale sovversione dei valori ideologici e politici che avevano portato queste stesse forze in Parlamento. Bene, adesso applicate questo leitmotiv a tutto ciò che determina il nostro attuale quotidiano.

E l’opinione pubblica che fa? Segue didascalicamente l’orientamento dello stesso medesimo schema, stordita e soggiogata da anni di indecente dipendenza dal circo mediatico. Essa vive nell’immane Presentismo, subisce passivamente i vari gradi di coercizione alimentati dai flussi di paura e angoscia che vengono formalizzati dalle continue ricostruzioni degli apparati di potere, è del tutto incapace di mettere in crisi tale dispositivo (le vittime privilegiate sono da rintracciare presso il nuovo clero degli intellettuali).  

Le nuove tecnologie, infine, forniscono alla “Nuova Nobiltà” i nuovi straordinari strumenti di controllo delle masse della cosiddetta Società della Sorveglianza. 

Per tali ragioni ritengo di invitare alla dialettica e a praticare l’arte del dubbio, giacché ciò che ho tentato di mostrare in questo breve scritto è solo la punta dell’iceberg di una potente strumentalizzazione e corruzione delle libertà individuali del nostro nevrotizzato Occidente. Come si possa, a fronte di manipolazioni così evidenti, vivere acriticamente in un simile contesto, sarà oggetto di futuri studi nell’immediato divenire.

(Francesco Cusa)

PS: “Il clero giornalistico secolare è organizzato in una chiesa invisibile che definiremo ‘circo mediatico’. Il circo mediatico non ha più nessun rapporto con le precedenti forme di giornalismo (…) nessun rapporto diretto e razionale con l’opinione pubblica” (Costanzo Preve: “Il ritorno del clero”). 

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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