I Nuovi Debunker di Cacania

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Mi capita, nell’ulteriore era del delirio di massa, di leggere post minacciosi e caustici dei NDDC (Nuovi Debunker di Cacania). Ne conosco a mazzi di costoro, per usare una metafora relativa, chessò, ai carciofi, alle cipolle ecc., non li conoscessi, ma li conosco questi NDDC, gente che fino a poco tempo fa andava in giro col pantalone vita bassa trascinando le “zampe d’elefante” per i vicoli cacanesi, gente dall’igiene precaria dalla mutanda ingiallita, gente corrosa dalla velleità artistica di partorire qualcosa, ragazzacci traumatizzati del tutto privi dei requisiti elementari del decoro, del tutto privi di educazione musicale, letteraria, questi NDDC che adesso, con fare chirurgico, vibrano d’un’aderenza globale alla cultura “main-estreamista”, costoro, riflettevo oggi, leggendo l’ennesimo post malato ma verniciato di necessità anti pandemica, scrivono a loro volta post in cui minacciano sbrigativamente, dispacci con cui e attraverso i quali intenderebbero poi anche elaborare progetti, strategie, manifesti artistici. Vi dicevo che ne conosco a mazzi di questi NDDC e posso assicurarvi che a costoro non frega nulla del prossimo, posso assicurarvi che costoro vorrebbero vederlo morto il prossimo davanti alla porta, questi NDDC cacanesi con la mutanda gialla che ci ammorbano con le nuove tesi cosmetiche, costoro, riflettevo oggi, mentre leggevo l’ennesimo falso post, hanno assunto questa posizione per ragioni legate alla sofferenza e perché stanchi di contestare dopo decenni in cui nessuno ha mai ascoltato i loro scaracchi, le loro bestemmie insulse, questi NDDC, meditavo oggi, hanno trovato una tardiva forma in questo nuovo apparato teologico che è il mondo globalizzato e finanziario che dispensa decreti. Costoro reputano la protesta, l’indignazione, oramai strumenti desueti, strumenti obsoleti, strumenti vecchi, e preferiscono, riflettevo oggi, aderire come lamelle, come pieghe radiali sotto il cappello del Grande Fungo, pregni di spore tossiche nel Nuovo Mondo Medico Geolocalizzato, costoro, i Nuovi Debunker di Cacania. (ottobre 2020)

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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