Tecniche di conversione di massa al Nuovo Credo

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A me piace esplorare la storia, perché per comprendere la contemporaneità è necessario sporcarsi le mani col passato. Veblen vagheggia già nel 1921 di “un Paese retto da tecnici professionisti che, sulla scorta dei più rigorosi standard di efficienza, avrebbero eliminato le inefficienze e gestito il Paese come una gigantesca macchina perfettamente a punto. I sostenitori della tecnocrazia privilegiavano le ‘regole della scienza’ sulle ‘regole dell’uomo’ e auspicavano l’istituzione di un organismo nazionale – una sorta di consiglio dei tecnici – al quale fosse conferito il potere di gestire le risorse e di prendere decisioni per l’indirizzo della produzione e della distribuzione dei beni e dei servizi (…) I tecnocrati, più di qualunque altro movimento politico del tempo, giunsero vicino all’integrazione della visione di un’utopia tecnologica nel processo politico”. Le guerre mondiali, la guerra fredda, il disastro del Challenger hanno posto un freno a questo processo che, adesso, con la nuova prospettiva della viralità globale, offre nuovo slancio alla tecnocrazia dei nuovi regimi terapeutici. Queste osservazioni di Rifkin della fine degli anni Novanta, sembrano adesso sorpassate dal corso degli eventi. Chi mi conosce sa quanto io auspichi un futuro biotecnologico, la fine del lavoro, ecc. e quanto confidi nella nuova sensibilità delle future generazioni. Tuttavia il prezzo da pagare per un nuovo step evolutivo sarà molto alto e non è detto non possa portare alla fine dei sapiens. A “uccidere” il mondo alfabetizzato non sarà la tecnologia, l’androide, ma l’ignoranza di chi sfrutta la bellezza del futuro per scopi miserabili. (7 nov 2020)

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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