Fuori

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Io oramai telefono ai miei amici per sapere se sono a casa e nella speranza che non ci sia effettivamente nulla da fare in giro, chiamo dunque per verificare che stiano effettivamente in casa e non fuori a fare chissà che, di questo periodo poi, che se ne stiano belli e buoni a casa insomma, e non se ne escano fuori con strambi eventi o iniziative curiose che potrebbero indurre a partecipare o, quantomeno, a stimolare un pernicioso senso di frustrazione, o meglio quel mefitico, per quanto fugace, senso di disagio generato dal semplice fatto stesso di non essere presenti lì, dove magari accade l’evento che non ti interessa, ma che tuttavia coinvolge i tuoi amici che poi ti penti di aver chiamato. (6 dicembre 2020).

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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