
Naturalmente, almeno i più accorti, avranno intuito che studio “Fenomenologie dei Media” da decenni. Il palinsesto televisivo offre gli strumenti necessari, a ben osservare, per analizzare cosa stia “effettivamente” accadendo e come stia mutando rapidamente lo scenario politico ideologico di questo sventrato paese. Orbene, avete notato come, studi televisivi a parte per le note misure anti covid, sia scomparsa la “gente”, la “piazza”, dai palinsesti televisivi delle trasmissioni mainstream del momento? Dove sono i collegamenti con l'”esterno”, con le persone REALI che protestano perché ridotte alla fame nelle trasmissioni della Gruber, di Mentana, di Formigli ecc.? Scomparse. Che sta accadendo? Ve lo dico io: si sta semplicemente rimuovendo dall’immaginario televisivo ciò che oramai risulta scomodo: il corpo delle masse, la disperazione, l’urlo sguaiato ma sincero del cittadino inferocito. Cosa ne è rimasto negli ultimi lustri dei successi di trasmissioni come “Milano Italia” o di quelle del Funari nazionale, che fine hanno fatto i girotondi e la massa critica? Questo processo non comincia col problema della pandemia da covid-19, è un trend già riscontrabile da qualche anno. Da Pasolini al 2020 la sinistra ha subito un vero e proprio rovesciamento dei propri valori fondanti. Dove è possibile trovare ancora la “gente” nei programmi delle tv generaliste? In trasmissioni-monnezza come queste che, paradossalmente, offrono spazio alla rabbia dei “nuovi vinti”. Questa nuova classe di reietti composta da commercianti, negozianti, ristoratori, rappresentanti, artisti, teatranti, artigiani, circensi, popolo delle partite Iva ecc., urla la propria rabbia in faccia a politici pietrificati e ammutoliti che non sanno cosa rispondere perché privi oramai del contatto e della relazione con quella che un tempo si sarebbe definita la “base”, il nutrimento delle radici della politica. Ecco dunque ripresentarsi le istanze xenofobe e le aderenze con la destra sociale, proprio a causa di questa metamorfosi cosmetica e telegenica della sinistra sterilizzata dalla biopolitica che ha del tutto perso il contatto col mondo Reale, in senso lacaniano. Tutto ciò dovrebbe aprire lo spazio per molte riflessioni sui nuovi “costumi” degli italiani oramai ammorbati da una comunicazione che, paradossalmente, non li riguarda (dicembre 2020).
