
Io davvero non mi capacito, in quest’era dell’ipertrofia tecno-scientista. Ma se siamo riusciti a realizzare, per es., l’iPhone in un periodo dell’evoluzione umana tutto sommato breve, perchè stupirsi o indignarsi al sol pensiero che altre culture antecedenti alla nostra o “altre” possano aver realizzato simili manufatti in chissà quali remote regioni dello spazio e del tempo? Non capisco davvero questa dogmatica certezza che alberga in certi ambienti. Non dovremmo forse essere altrettanto sconvolti per le nostre “capacità” tecnologiche e dell’ingegno dell’uomo? L’alfabetizzazione del sapiens possiamo considerarla effettiva nell’arco degli ultimi 5000 anni (a essere riduttivi: cos’è del resto la rivoluzione agricola se non una forma di alfabetizzazione?), ossia entro un arco di tempo risibile rispetto ai grandi cicli evolutivi. E poi: di quale “tempo” parliamo? In fin dei conti, questo è forse l’unico quesito filosofico che ci dovremmo porre.
