
Quest’ottica brutale e dozzinale post illuministica con cui si riduce la visione del mondo a mero dato da confutare, produce altrettante mostruosità rispetto a ciò che si ostina a delegittimare ed è altrettanto grezza e ingenua. Solo chi non abbia una visione ampia e dialettica del divenire del sapere può giungere a simili semplificazioni. La lezione di Tommaso D’Aquino nella sua “Summa Theologia” pone già una problematica in tal senso, che volendo troviamo già in Aristotele nella sua “Metafisica”. Questo mondo brutalmente scientista esclude dall’orizzonte critico la Sapienza che non ha nulla a che vedere con il concetto di “risultato” e di dato scientifico tout court.
