Razionalità e Sacralità

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La ragione è uno strumento dell’uomo, non è il territorio della “verità”. L’uomo diventa tale da quando comincia – razionalmente – a seppellire i morti, spesso in posizione fetale, a simboleggiare una nuova nascita. La vulgata dominante fa passare per “scienza”, in buona sostanza il “metodo scientifico”. Ma l’essere umano si è fatto razionale da quando ha avuto consapevolezza del suo “essere al mondo”. In questo senso tutte le forme cultuali sono razionali, ossia essoteriche, e in dialettico rapporto con la verità iniziatica esoterica, che rimane celata, simbolica, archetipica. Le religioni sono legame tra razionalità e sacralità (il Papa è pontefice, ponte fra i due mondi), necessarie all’evoluzione dei sapiens, giacché il Sacro è infinitamente più potente del Razionale. Chiese, cupole, cattedrali, templi, sono “contenitori” essoterici di sacralità. Soltanto la consistenza della zona comfort del “religioso” può consentire all’uomo di non essere preda del Sacro, della follia, dell’alienazione, della colpa. È bene che queste cose se le ficchino bene in testa gli attuali debunker. 

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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