Di chi occorre fidarsi: il gatto che si morde la coda (che non ha più)

Photo by Brett Jordan on Pexels.com

Fidarsi dunque ancora di questi protagonisti della nostra politica, fidarsi ciecamente, colpevolmente, nonostante le evidenze. Questo sembra essere il destino di un paese sprofondato nell’accidia del presentismo. Fidarsi di chi la sanità nostrana l’ha distrutta negli anni precedenti, tagliando i fondi e privatizzando la sanità pubblica… pare incredibile, ma la maggior parte degli italiani è ridotta a questo stadio della percezione collettiva. Naturalmente questi signori sono a conoscenza (essendo stati ben edotti) del fatto che le zoonosi saranno il problema delle società future, e che a causa degli “spillover” (ma non solo) occorrerà strutturare le civiltà dei sapiens con modalità fondate sull’emergenza dell’ordine terapeutico e consequenziali progressive cessioni di quote di libertà e diritti da parte dei cittadini di ogni stato-nazione-satellite. 

Prolungare lo stato di emergenza sarà dunque il leitmotiv di tutti i governi che si susseguiranno da ora in poi. Ogni altra considerazione sarebbe probabilmente pleonastica se non ci si chiedesse, in buona sostanza: che cos’è la vita? Zoe, l’esistenza naturale e corporea, o Bios, le maniere sociali del vivere, ciò che ha reso i sapiens sapiens una civiltà?

Rispondere con la seconda opzione a questo quesito implicherebbe una sostanziale ribellione rispetto ai nuovi assetti del volto osceno del potere. Senza scomodare Étienne de La Boétie e il suo “Discorso sulla servitù involontaria”, la “morale d’armento” del Nieztsche di “Al di là del bene e del male”, o l’hegeliana dialettica signore-servo, ciò suggerirebbe un diffuso grado di consapevolezza circa la vera natura dei regimi autoritari meticciati nelle attuali forme delle democrazie parlamentari. 

Tutto invece tace: rimaniamo narcotizzati all’interno del nostro habitat come replicanti e automi della nuova apocalisse domestica, testimoni ciechi di un’esperienza di fossilizzazione della memoria che non ha precedenti nella storia dell’alfabetizzazione umana. (Stazzo 24-1-2021)

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

Rispondi