Indizi per aggirare la trappola della razionalità: da “Twin Peaks” a “True Detective”

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“Ogni tecnologia abbastanza avanzata è indistinguibile dalla magia” (Arthur Clarke).

Per non essere prede e vittime del delirio scientista, occorre indagare laddove  il “sistema” lascia tracce. Esso agisce un po’ come il serial killer che desidera essere catturato. Dunque occorre studiare bene i vecchi telefilm, le serie tv, certo cinema (Kubrick, Polanski, Lynch ecc.), il mondo dei videogame (L’America è geomanticamente vergine: qui si sono trasferiti tutti i principali culti iniziatici a partire dalla sua scoperta occidentale). Non posso qui dilungarmi, ma, per citare un documento recente, vi invito a rivedere la prima serie di “True Detective”. Altro importante evento da monitorare è il “Il Party degli Illuminati” del 1972, il cosiddetto “Ballo Surrealista” di Marie-Hélène de Rothschild (fate il parallelismo col simbolismo in “True Detective”, per esempio. Notate che è la stessa villa in cui Polanski ha girato una importante scena del suo film esoterico “La Nona Porta”. Ricordiamo anche l’estromissione del feto dal corpo di Sharon Tate operato dai seguaci di Manson a pochi mesi dall’uscita nelle sale di “Rosemary Baby”). Indagate anche sulla ricorrente figura del Re Giallo (Maschera cervina ricorrente, simbologia dei documenti dell’FBI, ecc.), su “Arancia Meccanica” (programmazione mentale, MK Ultra). Naturalmente occorre segnalare l’opera magna, “Twin Peaks”: Loggia Nera, Loggia Bianca, massoneria dei “Bookhouse Boys” e paradossi dell’onnipotenza (le esistenze degli abitanti delle logge non sono per noi esprimibili, “situate come sono a uno o più livelli di astrazione superiori a quelle in cui ci muoviamo noi quotidianamente” – Manzocco: “Twin Peaks”. In altre parole ciò che si antropomorfizza nella serie – il nano, il gigante – non è “reale”, ma è il calco di quell’entità che si è adattato alla nostra sephirah). Ci sarebbe molto altro da dire, ma direi che è meglio fermarsi qui. Siamo dentro l’ordito della perenne scalata cabalistica e la cosa più divertente è che la maggior parte degli armenti crede di essere dentro un sistema scientifico razionale, mentre le cerchie più elevate sono naturalmente dedite alle ritualità delle antiche sapienze, adesso mascherate e perdute nell’imbarbarimento dei Lumi.

Buona dannazione.

(Stazzo 26-2-2021)

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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