Continua il mio viaggio all’interno della recherche proustiana

Albertine è oramai una monade impenetrabile, l’Esterno. Noi viviamo la sua essenza dalla dimensione intima e interna di Marcel che offre al lettore una prospettiva distante che non lo renderà mai partecipe del vissuto di Albertine, delle sue emozioni, dei suoi piaceri e dei suoi dolori. Proust mette in scena in maniera mirabile dunque, l’incomunicabilità amorosa che sperimentano gli amanti, torturati da due forze che procedono in maniera antitetica: quella che li spingerebbe a violare la muraglia del Soggetto e l’altra che li riconduce sempre nei meandri del loro limite oggettivo, al corpo, alla mente, all’Io.

Così riconosciamo per tramite di Marcel ogni nostra idiosincrasia, sperimentiamo tutto ciò che ci ha tenuti avvinti e poi distaccati al soggetto amoroso tramite lo scandaglio del dettaglio: un gesto, una situazione, uno sguardo che ci riportano al mistero dell’Altro e attivano o riaccendono il desiderio in maniera maniacale (dettagli tanto cari anche a Nabokov). Ecco allora la passione amorosa attivarsi e confliggere contro l’ineluttabilità del mistero della conoscenza dell’Altro, divenire per converso impulso di Thanatos, mania del controllo che prevede nei casi più estremi financo il desiderio di morte, ossia la fine di ogni possibilità di possesso. La dinamica che si attiverà sarà sempre quella risultante dal procedimento di investigazione che produrrà le inevitabili e necessarie menzogne da parte dell’Altro, in una fuga progressiva illimitata dalle regioni del senso, della logica, del progetto.

All’incomunicabilità amorosa può far fronte solo l’arte, unica via (con la musica di Vinteuil, la scrittura di Bergotte ecc.) alla dialettica tra soggetti, sommo strumento a disposizione degli umani per sublimare i limiti della monade dell’individuo, viceversa relegato alla prigionia heideggeriana del suo essere gettato nel mondo.

(Stazzo 15-6-2021)

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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