Totalitarismi 2.0.

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Quelli che mi fanno davvero godere sono gli asini raglianti che opinanano sul concetto di totalitarismo e dittatura applicato ai giorni nostri. A digiuno assoluto di storia, costoro puntualizzano e ricordano con scandalizzate parole quali orrori hanno realizzato le dittature del passato (la partecipazione emotiva sembra essere  quella di chi ha vissuto sulla propria pelle certi tragici fatti). A certe oche starnazzanti basterebbe far fare un piccolo excursus dell’evoluzione dei totalitarismi nel corso dei secoli. Probabilmente nel loro immaginario sovrastrutturato un Caligola, un Attila, un Hitler del 2021 avrebbero (ammesso che abbia senso teorizzare una tirannia nominalistica del genere oggi) utilizzato le stesse terribili strategie del passato. Pare banale rimarcarlo: oggi le forme di controllo sociale totalitario non necessitano di brutali stragi e olocausti, di deportazioni di massa ecc. 

Più perfido è semmai l’esercizio del potere. Esso sfrutta parassitariamente le reazioni dellemasse di consumatori oramai dannate all’uniformità del gregge. In questo senso non vi è dittatura storicamente peggiore di quella attiva nell’attuale teatro delle società schiumizzate (biopolitica tecno-finanziaria applicata su scala globale). Oh, povere testine atomizzate che utilizzate la pertinenza a cazzo di cane…

Letture consigliate: “L’Altra Europa” di Paolo Rumor, Giorgio Galli.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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