
Era e Afrodite. Analizzare il pensiero greco per tramite dello straordinario testo di Detienne (“I Maestri di Verità nella Grecia Arcaica”) significa constatare quando rozza e semplificata possa essere la nostra attuale visione del mondo. Era ricorre non solo alle sue arti di seduzione della “Charis” per sedurre Zeus, ma chiede ausilio ad Afrodite e alle arti del desiderio, della tenerezza ecc., insomma a tutto ciò che è “parphasis” e inganna i più saggi. “La parola nel pensiero mitico è una potenza duplice, positiva e negativa, ambigua”. Così tutto è seduzione, e dunque superamento dell’“Aletheia” nel momento in cui “l’incredibile diventa credibile”. A tutti e a tutte gli “abbracciatori/e di alberi”, ai “guardiani e alle guardiane di Luce”, occorrerebbe ricordare la lezione della mitologia greca che rende “Lethe” ancella di Eros e non solo figlia della notte, e che vede luce e tenebra tendere l’una verso l’altra.
In quest’epoca di finte libertà individuali e di politicamente corr(e/o)tto, darmi a queste letture è pratica gratificante. Natura, Thanatos, Hypnos, arte, poesia, ecc. sono dominio della spietatezza del Sacro.
