In questa epoca dove la volgarità (quella reale, non la graffiante, sana ironia) regna sovrana e le relazioni fra artisti, colleghi e organizzatori sono spesso figlie di un malessere profondo, a me piace ricordare sempre la figura nobile e sferzante di Gianni Lenoci. Mi serve come antidoto a certe modalità meschine e piccole con cui spesso si ha a che fare. Per riuscire a rimanere a galla senza affondare, occorre una grande forza d’animo e un profondo rispetto di se stessi, confidando, non tanto in una sterile forma di “giustizia”, quanto in una reale prassi spirituale che dovrebbe rendere tutto questo teatrino di provincia un vero paradiso. La figura di Gianni Lenoci era la figura di un uomo che sapeva ironizzare anche sulla morte, e la contrappongo a ciò che è il mio quotidiano, fatto spesso di molestie e lotte per cacciare via le mosche. È una sorta di antidoto contro la delazione e la maldicenza, giacché ricordo con piacere estremo tutti i nostri discorsi nel merito. Quando una persona di tale spessore scompare, la lotta si fa sempre più ardua. Ma noi non demordiamo.
L’assenza di Gianni Lenoci, a quasi due mesi dalla sua scomparsa, si fa densità inversamente proporzionale al suo distacco da questo mondo. Non è tanto, o solo, questione di memoria e ricordo. Mi riferisco qui a questa pulsazione che si è innescata con la sua dipartita. Questa vibrazione vivente (senza virgolette) è strutturale, attiva, in costante azione; forgia e plasma il Reale con una forza che attinge da altre fonti rispetto a quelle del regno di Natura. È una frequenza che si muove per regioni dello Spirito che intersecano quelle del nostro mondo: occorre essere sintonizzati.
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Pubblicato da Francesco Cusa
Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.
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