Il nuovo ordine persecutorio

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Lo stereotipo persecutorio su cui Girard struttura la sua speculazione ne “Il Capro Espiatorio” ha varie gradazioni. Ci vuole un elemento generico – in Edipo la peste che devasta Tebe – un colpevole – Edipo uccide il padre e sposa la madre -, un segno vittimario – Edipo zoppica – infine l’elemento “esterno” – Edipo è uno straniero, uno sconosciuto. Ora, fate alcuni raffronti con la creazione dei nuovi miti contemporanei: cominciate dal crollo delle Twin Towers, passate per la devastazione dei mercati, la creazione del nemico musulmano, lanuova tratta dei profughi (il nemico potenzialmente infettivo che viene dell’Esterno) e giungete alla pandemia con il Nemico che si fa “hybris”, epidemia, ossia malattia invisibile (lacolpa del sapiens nei danni all’ambiente ecc. ecc.). A me piace incrociare le letture. Ecco dunque ancora Illich con la sua “Nemesi Medica”, che qui appare nelle vesti del potere coercitivo della biopolitica e può essere rovesciata solo da parte dei “profani”, dai nuovi “eretici”. Leggere Illich oggi è devastante. La sua disamina è inesorabile. Applica criteri di sapienza antica alla iatrogenesi medica. 

1) Il medico oramai è tutelato dal danno di una denuncia per malapratica (purché, aggiungo io, sia affiliato al Nuovo Ordine Sanitario e ne condivida la semantica e la semplificazione del concetto di malato e di malattia). 

2) “La pratica medica promuove malessere rafforzando una società morbosa che spinge la gente a diventare consumatrice di medicina curativa, preventiva ecc. 

3) Supermedicalizzazione sociale che sfocia nella “espropriazione della salute”. 

Non dovrebbe essere così difficile unire i puntini per certe testone che conosco… ma tant’è… 

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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