
Lo stereotipo persecutorio su cui Girard struttura la sua speculazione ne “Il Capro Espiatorio” ha varie gradazioni. Ci vuole un elemento generico – in Edipo la peste che devasta Tebe – un colpevole – Edipo uccide il padre e sposa la madre -, un segno vittimario – Edipo zoppica – infine l’elemento “esterno” – Edipo è uno straniero, uno sconosciuto. Ora, fate alcuni raffronti con la creazione dei nuovi miti contemporanei: cominciate dal crollo delle Twin Towers, passate per la devastazione dei mercati, la creazione del nemico musulmano, lanuova tratta dei profughi (il nemico potenzialmente infettivo che viene dell’Esterno) e giungete alla pandemia con il Nemico che si fa “hybris”, epidemia, ossia malattia invisibile (lacolpa del sapiens nei danni all’ambiente ecc. ecc.). A me piace incrociare le letture. Ecco dunque ancora Illich con la sua “Nemesi Medica”, che qui appare nelle vesti del potere coercitivo della biopolitica e può essere rovesciata solo da parte dei “profani”, dai nuovi “eretici”. Leggere Illich oggi è devastante. La sua disamina è inesorabile. Applica criteri di sapienza antica alla iatrogenesi medica.
1) Il medico oramai è tutelato dal danno di una denuncia per malapratica (purché, aggiungo io, sia affiliato al Nuovo Ordine Sanitario e ne condivida la semantica e la semplificazione del concetto di malato e di malattia).
2) “La pratica medica promuove malessere rafforzando una società morbosa che spinge la gente a diventare consumatrice di medicina curativa, preventiva ecc.
3) Supermedicalizzazione sociale che sfocia nella “espropriazione della salute”.
Non dovrebbe essere così difficile unire i puntini per certe testone che conosco… ma tant’è…
