Recensione di “Tre Piani” di Nanni Moretti.

Perché mi ostino ancora ad andare a vedere un film di Moretti? Insostenibile. Tutto troppo italiano, italiano, Roma-bene, italiano, italiano, facce cupe, musiche ammorbanti, dramma su dramma, area cupa e funesta, sempre con ‘sti scorci romani, con ‘sti problemi di famiglie opulente che narrano il dramma dell’opulenza, con tanto di manifestazione posticcia messa là a cazz@ di cane, e vai di recitazioni maldestre con ‘sta bocca impiastricciata e/o a cul@ di gallina. Sempre le stesse attrici e gli stessi attori con le stesse facce ammaccate di sempre, sempre questo problematizzare la generazione dopo, e basta! Sembra una specie di Centovetrine-girotondino-senza-però-prendersi-per-mano-che-c’è-la-pandemia. Ridateci qualcosa di veramente morettiano rispetto a ‘ste minestre rigirate scure e sciape. Moretti: ritirati.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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