Due miei pensieri di fine anno

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“Nulla si disperde nel cosmo”.
Pensiero di fine anno (a dispetto della volgarizzazione del Capodanno, momento di transizione solstiziale di enorme valore).
Quel cerco di comunicare, ai miei allievi, a chi ha la ventura di seguire quel che faccio, è il senso vocazionale dell’essere, e dunque del fare. Nessuna forza può mortificare il valore dell’espressione artistica e culturale se si è onesti e in connessione con sfere uraniche e non solo terrestri, neanche quelle atroci dell’indifferenza e delle forze antagoniste.
Il cammino è costellato di maestosi rovi e di superne spine.
Goccia a goccia di sangue: colmare il proprio sacro Graal.
Che sia un 2023 denso di conoscenza.

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Se respiri sei nella storia. Ogni istante è una palingenesi. Un universo che si crea. Non esiste nessun “oggi”.



Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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