Recensione de “La Nota Imperfetta”, di Annalisa Frontalini – “Infinito Edizioni”

La poesia di Annalisa Frontalini ferisce e non cicatrizza, mostra le piaghe del verso con scabrosa leggerezza, offre la materia del proprio corpo alla passionalità mai redenta. La catarsi è nel sangue, nel cammino doloroso, nella nudità cristica, nella flagellazione di amori celebrati nelle notti estive, nei sospiri dei silenzi ricercati.

Siamo di fronte a una sofisticata liturgia della carne, della genuflessione devozionale che rimanda a certi lavori di Leiris o della Valduga, liturgia che trova linfa nella sublimazione dell’accoglienza, nell’eterno istante che “scortica la vita e sussurra alla morte”. L’autrice, pur così “squassata, squinternata, infiammata”, è alla costante ricerca dialettica del sacro, dell’evocazione amorosa che tutto ingloba, di una sorta di animismo panico screziato dalla fiamma ossidrica del verso.

Bellezza e dolore, in un abbraccio perenne, “luce di oro/queste miserie/tra le tue braccia”.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

Rispondi