La Polonia: frammenti del mio tour.

La Polonia è un immenso oceano verde venato di strade ben asfaltate, dove ogni villaggio o paese par essere nave o vascello ormeggiato sui prati.
Ogni cosa ha la sua giusta proporzione: le case, le chiese, i cortili, e l’occhio può riposare nell’armonia di questa naturale dialettica tra uomo e ambiente (neanche una cartaccia per terra).
E penso al nostro barocco e sventurato paese, così colmo di cultura e di ingiurie, offeso dalla barbarie del boom economico che ha annientato ogni amore per la nostra antica bellezza. Medito su cosa saremmo stati senza l’abbraccio mefitico con la NATO, e la corruzione della società dei consumi; forse un paese più povero, ma vivaddio integro nella sua urbanizzazione, e in costante comunicazione linfatica con la forza del suo passato.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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