
X
Ubriaco d’otto grappe
annaspai fra culi e chiappe
vomitai dentr’al secchiello
era il buco d’un bordello.
La retorica d’un Gorgia
non potrebbe dir dell’orgia
ov’io giunsi, mio malgrado
al mio colmo del degrado.
Venne un flaccido sedere
poi la pompa di dentiere
quasi un corpo senza vita
volle farsi sodomita.
Dove mai m’ero cacciato
fuor di luogo del Creato?
Mi rispose voce roca
venne a me la pelle d’oca.
“Dalla scorsa settimana
al Soccorso dell’Anziana
qui da morto t’han portato
poi di pompe riesumato
più ch’a grevi suon di forche
come vedi le Tre Porche.
Or dannato sei all’eterno
a marcire in quest’inferno”.
Può sentir ‘sto diavolaccio
le risate che mi faccio?
Coltivavo la mania
nei reparti geriatria
qui cercando fra i malati
li vecchiacci debosciati.
Diventavo poi felice
se trovavo la varice
non vi dico la mia gioia
nel destar la vecchia troia.
Qui mi finsi già deriso
lo chiamai mio paradiso
non più vecchie ottuagenarie
mie tardone millenarie!
