Rime Sboccate 10

X

Ubriaco d’otto grappe

annaspai fra culi e chiappe

vomitai dentr’al secchiello

era il buco d’un bordello.

La retorica d’un Gorgia

non potrebbe dir dell’orgia

ov’io giunsi, mio malgrado

al mio colmo del degrado.

Venne un flaccido sedere

poi la pompa di dentiere

quasi un corpo senza vita

volle farsi sodomita.

Dove mai m’ero cacciato

fuor di luogo del Creato?

Mi rispose voce roca

venne a me la pelle d’oca.

“Dalla scorsa settimana

al Soccorso dell’Anziana

qui da morto t’han portato

poi di pompe riesumato

più ch’a grevi suon di forche

come vedi le Tre Porche.

Or dannato sei all’eterno

a marcire in quest’inferno”.

Può sentir ‘sto diavolaccio

le risate che mi faccio?

Coltivavo la mania

nei reparti geriatria

qui cercando fra i malati

li vecchiacci debosciati.

Diventavo poi felice

se trovavo la varice

non vi dico la mia gioia

nel destar la vecchia troia.

Qui mi finsi già deriso

lo chiamai mio paradiso

non più vecchie ottuagenarie

mie tardone millenarie!

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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