⁃ Oggi a mare ho visto una nonna bomba ciccia farsi esplodere al largo nel tentativo di procacciare cibo ittico al bestiale nipotame. L’orda pestifera ha divorato i resti morenti di un tonno di passaggio. Dall’alto Iddio Cristo Onnipotente non favella e continua ad arrostirci nella canicola, come sardine sulla graticola. Ultimi rantoli di un mondo con gli umani.

⁃ Oggi ho visto una nonna putrescente affettare salumi con la sua dentiera a un drappello di lerci turisti moldavi biciclettosi. Urlava la vecchia in una sorta di lingua oscena, sputando l’anima infetta sul drappello orante il bisbiglìo dell’incomprensione. Io attendevo fremente e al contempo osservavo con cura gli errori di farcitura della salumiera ossessa. Ho visto salame al posto del prosciutto, e cetrioli crudi cadere come soldati falcidiati dai proiettili. Ho visto sottilette Kraft e pezzi di grana sparsi a cazzo di cane, mentre il disagio fonetico della Babilonia sonora si faceva vieppiù pressante con l’approssimarsi dell’orario di chiusura. Io ero parte della clientela in attesa. Sembravano afflitti come ex manager in fila alla mensa della Caritas. Eravamo rassegnati e al contempo rispettosi e in religioso silenzio, giacché c’era qualcosa in questi moldavi vacanzieri di estremamente triste, che ricordava certi tramonti ferrosi al di qua del Danubio. Qualcuno del drappello ci sorrideva di quei sorrisi tristi che noi siciliani non possiamo derubricare sotto la categoria del concetto di “sorriso”. Quando è giunto il mio turno ho deciso di lasciare platealmente il posto agli altri, e mi sono congedato dalla vecchia malefica con queste solenni parole: “come ti fai il letto, così dormirai!” (Proverbio moldavo che ho trovato sul web smanettando sull’iPhone durante la snervante attesa).

