La Nuova Babilonia: la Bestia si annida fra le piaghe del linguaggio.

A breve, durante la teocrazia della “Società della Sorveglianza”, saremo arrestati, processati, sospesi e interdetti dal lavoro per questioni legate al linguaggio, e il livello del l’offesa e dei nuovi tabù crescerà a dismisura. Viceversa la violenza reale verrà tollerata sotto la nuova egida della guerra strategica e di liberazione, mentre l’Osceno rimosso dal linguaggio, prospererà nelle forme ideologicamente condivise: nelle pubblicità, su OnlyFans, nelle nudità ostentate. Assistiamo e assisteremo con ancora maggiore forza, al paradosso di una società apparentemente libera sessualmente ma prigioniera nel lessico, oscena nell’ostentazione della pornografia e delle perversioni, e poliziesca nell’uso calmierato dei termini per definire ogni orientamento sessuale.

L’offesa potenziale è il portato nascosto di questa isteria collettiva che si è scatenata nell’opulenza delle società di Schengen: sono libero/a di mostrarmi nelle mie più perverse tendenze e di guadagnare offrendo parti del mio corpo, ma non di utilizzare certi termini potenzialmente lesivi per alcune categorie con determinati orientamenti sessuali. La nuova Babilonia reca il marchio della Bestia: un asterisco.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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