Del perché la scienza attuale è una forma di religione.

Memi e Campi morfici. “Gli atei sono particolarmente affezionati all’idea che le religioni come complessi memici e le pensano simili a virus che infettano il cervello altrui, mentre considerano se stessi immuni. (…) Quando il complesso memico materialista è particolarmente virulento, trasforma le sue vittime in atei che cercano di fare proseliti, in modo da poter saltare dai loro cervelli nella maggior parte dei cervelli di altre persone”.

MIE CONSIDERAZIONI

Ecco, aggiungo, perché oggi sentiamo dire in maniera diffusa “credo nella scienza”, ossia, credo nel sostituto di Dio, il metodo scientifico, la nuova Kaaba immateriale, il nuovo feticcio invisibile che, paradossalmente, ha il potere di conferire legittimità di onnipotenza alla materia.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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