
Stanotte ho sognato di essere una trottola e stamane ho cominciato a camminare roteando. Il mio vicino mi ha salutato come sempre agitando la protesi. Al bar nessuno ha notato questa novità perché erano tutti intenti a osservare la proboscide del barista. La usava per dispensare arancini e cornetti e tutti sembravano felici. Erano proprio tutti davvero felici. Almeno fino a quando un certo Pietro non gli fece notare la cosa. “Guarda che al posto del braccio destro hai una proboscide!”. La gente allora prese a vomitare sul pavimento, tutti avevano le convulsioni, e a un bambino esplose la testa.
“Ora chi pulisce, chi pulisce?!” protestó il barista!
Io mi offrii volontario, ma solamente per mostrare loro come avrei fatto a roteare di ramazza con la mia nuova camminata da trottola.
Tutti allora tornarono felici e risero anche del camion che sulla strada aveva appena investito una pensionata che faceva jogging coi pantacollant. La proprietaria si complimentó con me per la pulizia del locale, che adesso risplendeva come non mai, e decise di invitarmi a casa sua per le feste del Santo Natale, visto che suo marito era stato messo in prigione da pochi minuti dopo aver investito con il suo camion una vecchia che faceva jogging coi pantacollant. Disse che non aveva figli e che le sembrava male buttare via tutto il cibo preparato per il Santo Natale. Così passai la notte del 24 fra le sue braccia, pensando alla vita dei moscerini della frutta, che non fanno altro che girare, girare, girare…
Poi me ne tornai in casa all’alba, con le mani in tasca, imitando certi attori del cinema d’un tempo.
