In questo porco mondo “La vecchia alla posta”

Oggi ho visto una vecchia pensionata davanti agli uffici postali che erano chiusi. Lei insisteva, voleva entrare a tutti i costi per ritirare la sua pensione, la reclamava per il pranzo di Natale, cosa avrebbe messo sulla tavola per i nipoti? Cosi la pensionata cominció a prendere a testate la saracinesca. Incuriosito dalle sonorità delle testate della vecchia contro il metallo, mi sono accomodato sulla panchina di fronte con la mia mafaldina alla mortadella e il mio registratore costosissimo. Rincasato poi col prezioso materiale, ho provato a contattare una razza aliena diffondendo il sonoro nell’etere. Non ha risposto nessuno. Però la vecchia, dicono i miei vicini, sta ancora lì a dare craniate contro la saracinesca della posta, e tutto intorno si è raccolta una calca di cani a leccare la pozzanghera di sangue che si è formata a furia di testate, dicono sempre altri vicini. Alcuni paesani,(ma secondo me è solo una nuova leggenda paesana) affermano che, dopo tre ore di testate, il funzionario postale che abita dentro gli scaffali, ha finalmente tirato su la saracinesca e ha fatto entrare la signora, di cui, effettivamente, non si hanno più notizie.

Il parroco suona le campane a tutte le ore per il Santo Natale.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

Rispondi