
Un certo Mariuccio Caceci, mi raccontava mesi or sono un altro certissimo Mimmo Sforaculazzi, aveva il dono dell’aprire cancelli automatici. Prendeva un aggeggino, premeva un bottone e il cancello miracolosamente si apriva. La stessa cosa faceva per richiuderlo: premeva di nuovo il bottone e il cancello si richiudeva. Lo scettico Pippo Kurdistan, che si trovava a origliare di passaggio, si era messo a ridere a crepapelle di fronte all’assurdità del racconto di Mimmo Sforaculazzi. La cosa fini col degenerare e i due si sfidarono a duello, invitando me a far da arbitro e testimone. Il primo a spararle fu Mimmo Sforaculazzi che urló “abbasso alle chiavi, sei antico!” sfiorando la tesa del cappello di Pippo Kurdistan, e mandando a conficcare le parole antico e chiavi contro l’insegna del bar “Tutto Chiuso”. Subitanea fu la risposta di Pippo Kurdistan, che si sgoló esclamando “i telecomandi non esistono, complottista!”, freddando sul colpo il povero Mimmo Sforaculazzi. Il paese dichiaró il lutto paesano e per tre giorni tutti i cancelli delle case restarono chiusi.
Al cimitero andiamo spesso io e Pippo, portiamo dei fiori. Sulla lapide della sua tomba sta scritto: “Qui giace Mimmo Sforaculazzi, ucciso dalla parola complottista”.
