In questo porco mondo: La Bacinella Celeste

Oggi ho incontrato una vecchia con una bacinella celeste di plastica. Che se ne fa, le ho chiesto. Mi ci metto i piedi a bagnomaria, ha risposto. Un istante dopo, un giovinastro in motorino impenna e la investe proprio all’incrocio con Via dell’Abluzione di Piedi da Vecchia. Lei muore stecchita sul colpo, la bacinella prende a rotolare come una ruota celeste per la strada in discesa verso il mare. Io e il giovinastro inseguiamo la bacinella celeste. La bacinella celeste però sembra accelerare sempre di più e si allontana a distanze siderali, ruota come una ruota dei chakra di una divinità indoiranica, squarcia il velo di Maya, creando un gap, un paradosso temporale in cui la vecchia è adesso una neonata e io e il giovinastro siamo una coppia di fatto che l’ha adottata con l’utero in affitto. Che vi posso dire. Io e il giovinastro, che si chiama Tony Bove, conduciamo adesso una vita monotona nella nostra casa tutta porte e finestre che danno su cortili murati, e la neonata, un tempo vecchia decrepita, abbiamo deciso di chiamarla Celestina, in onore della bacinella. Se rimpiango il passato? Beh, certo che lo rimpiango. Ma che posso farci? Evidentemente avevo questa mansione da perorare in questo frangente di vita. Celestina mi sorride sempre e guarda al futuro delle cose con quello sguardo senza tempo che mi ricorda le campagne al tramonto. Il Bove dorme. Io sono eterosessuale, mio malgrado. Ma che posso farci? Così è la vita e la dobbiamo accettare.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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