Per multisale…

Quanto adoro la desolazione delle multisale deserte. Mi sembra di essere un sopravvissuto in un mondo alieno da videogioco. È come se riuscissi a cogliere, nel paradosso dell’assenza dell’umano, la pura essenza della vitalità, in questo scarto sottrattivo di presenza che quasi mi commuove. Le mie visite solitarie alle multisale, sono dei veri e propri viaggi esplorativi, un esercizio speleologico di scavo interiore che implica forti suggestioni nell’animo. L’Inerte della plastificazione delle vecchie locandine e dei gadget ormai fuori moda, è la traccia flebile di pomeriggi trascorsi da famiglie ormai disciolte. A volte ho incontrato la Morte, nascosta con la falce dietro un paravento caramellato. Lei, mia sorella, mia amica fedele.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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