In questo porco mondo: Cassandra Vomit

Oggi ho incontrato Giannino che vomitava.

“Ciao Giannino, stai male?”

“Sì vomito sempre. Però studio le mie chiazze di vomito e prevedo il futuro. Penso sia un dono di San Giannino”.

“Ah, e che vedi riguardo al mio futuro?”

“Vedo che fra poco vomiterai”.

E così che cominciai a vomitare pure io, quando si avvicinó Salvuccio.

“Ehi ragazzi che fate? State male?”

“Si! Però vomitiamo e prevediamo il futuro. Vuoi sapere che prevediamo per te? Si? Bene, anche tu a breve vomiterai.

Cosicché tutti e tre vomitammo lungo le strade del paese.

Nel frangente si accostò Guglielminpietro, abbastanza a sconvolto da quella tremenda visione.

“Signori state male? Che succede?”

Al che tutti e tre in coro come un sol uomo esclamammo: “vomitiamo ma prevediamo il futuro! Vuoi sapere che ti accadrà a breve?”

E così anche Guglielminpietro prese a vomitare senza ritegno, e pian piano così fecero tutti gli abitanti del piccolo borgo marinaro. Le strade erano allagate di vomito sacro, e le folle di tutti i villaggi e delle città vicine accorrevano per scoprire cosa riservava loro il futuro.

(Adesso cambia il narratore di questa storiella)

Il paese cambió nome e da quei giorni venne chiamato “Cassandra Vomit”, in onore di un viaggiatore inglese giunto da Southampton, un noto ricercatore di aruspici da vomito di fama mondiale. Lui e la sua squadra di ricercatori giunsero a conclusione che tale caratteristica oracolare era riservata esclusivamente ai residenti del piccolo comune alla data del giorno (omissis), del mese (omissis), dell’anno (omissis), ossia dal primo sintomo del vomitante oracolare, tal signor Giannino. La conclusione del celebre studio attesta che nessuna prova scientifica può rivelarsi dirimente a questo proposito.

A Cassandra Vomit si adora San Giannino, e frotte di turisti accorrono da più parti del globo per immergersi nei centri termali dei vomitanti, fare abluzioni, saperne di più sul futuro prossimo e gustare gli straordinari prodotti locali. Purtroppo, per ragioni di ordine pubblico, l’accesso è riservato a poche migliaia di turisti a settimana, anche se tanti alberghi stanno sorgendo nei dintorni del ridente borgo marino.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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