Maledetta Pasqua!

PASCQUAH…
Io ho troppe cose da fare. Non capisco la festa. La vacanza, poi! la detesto. Odio quest’aria di “festa”, con la gente in festa, i vestiti in festa, le scarpe in festa, le campane che suonano. E basta con ‘ste campane a sbatacchiare nel 2024 per mano di preti disturbati e megalomani! Mi dà fastidio la festa “comandata”. Ma comandata poi da chi? (Ovviamente fuori dalle ritualità del passato per cui tali eventi avevano senso e simbolo). In sommo grado odio la Pasqua con questo sole primaverile che mi fa girare i coglioni e che non ti fa mai capire che cosa devi indossare: togli giubbotto-metti giubbotto. Solo il Ferragosto batte la Pasqua in quanto a fastidio. La Pasqua con le famiglie in viaggio, le uova da spaccare e i bambini brutti e belli a rompere palle e uova, uova e palle. La sorpresa dovrebbe essere la pagella con la bocciatura dentro l’uovo, altro che giocattoli, giocattoli e ancora giocattoli! E poi quella insostenibile “pasquetta” col vezzeggiativo scritta in minuscolo e la gente a impestare campagne e a distruggere ecosistemi con ste grigliate del cazzo. Per non parlare del primo maggio imminente. Vogliono la festa ‘sti lavoratori da remoto. Il “ponte”. Vogliono fare il ponte ‘sti parassiti. Quanto non sopporto la parola “ponte”…

PS in foto: al coniglio non gliene sbatte un cazzo di ‘ste ovette in cerchio.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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