In questo porco mondo: i sopravvissuti del panificio “Nina”

La signora Nina ha un panificio e vende pane raffermo. Ciononostante la signora Nina ha sempre la fila fuori.

Arriva Gino e compra un chilo di pane raffermo.

Poi tocca a Marisa che compra due chili di pane raffermo.

Quando è il turno della Morte la signora Nina incarta una baguette di pane marcio. La solita di ogni giorno. La Morte la fa sparire sotto il suo manto nero, poi con un colpo di falce trancia di netto la testa di Nina. La raccoglie e la dona ai ragazzini del paese per giocare a palla.

Da quell’anno, nel mese della sua dipartita, si gioca il torneo di calcetto in onore di Nina. Alle squadre vengono donate le magliette con lo sponsor “Panificio Nina”, e a gestire il tutto è adesso il figlio Cranio, così chiamato per via della sua testa che pare un cranio.

Di quella famosa fila sono rimasti in vita Ciccio Mustazzu, Pina Mangiavasteddi, Tuccio Mutanni Calati, e Pippa Mutanni Cusuti.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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