In questo porco mondo: il toy boy

Incontro una mia amica.

– Mio marito non mi soddisfa. Voglio un toy boy.

– Posso farlo io, se vuoi.

– No, ci conosciamo troppo. E poi lo voglio biondo e con gli occhi azzurri.

– Mi metto parrucca bionda e lenti a contatto azzurre.

– Mmm… vuoi essere il mio toy boy?

– Si.

Passa un turista biondo con gli occhi azzurri.

– Vuoi essere il toy boy della mia amica?

– No, my name is Tony Body.

Il turista se ne va.

– Peccato, andava bene.

– Io ci ho provato. Così almeno non penserai a un mio interesse personale. Compro parrucca e lenti?

– Eh ma la gente del paese che può pensare?

– Niente. Mica mi si riconosce truccato!

– Eh, ma ci dovremmo vedere a casa mia o a casa tua. Il paese è piccolo.

Nel frattempo cade una vecchia dal terzo piano e si spezza tutte e due le gambe sul cofano di una vecchia Twingo.

– Come sta signora?

– Già, come sta?

– Mi fanno male le gambe. Ma mi volevo suicidare perché non trovo un toy boy.

– Anche lei vuole un toy boy?

– Anche la mia amica vuole un toy boy!

– Se vuole può venire lui. Si mette parrucca e lentine. Non lo riconoscerà nessuno.

– Si vengo io signora!

– Ok, però prima mi devono ingessare le gambe.

Un ambulanza si porta via la vecchia. Morirà durante il tragitto. Una folata di vento spazza via le foglie secche che creano un accenno di mulinello.

– Mi sa che mi tengo mio marito.

– Ok. Ci si vede in giro.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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