In questo porco mondo: le signore con le scarpe con le dita di fuori

Gianpietruzzo non aveva mai sopportato le scarpe che lasciavano intravedere quel po’ di dita di piede. Soffriva in sommo grado se poi erano pure smaltate di rosso. La prima volta le aveva notate da piccolo nella signora Concetta vestita a festa per la messa. Gianpietruzzo era pervertito serio, non si faceva mancare nulla e niente lo scandalizzava. Ma quando si trattava di calzature femminili che lasciavano scoperta la punta dell’alluce smaltata di rosso… beh, a Gianpietruzzo venivano gli attacchi di panico e si sentiva soffocare.

Stamane, che giornata difficile! La dottoressa si era presentata all’ambulatorio con delle scarpe nere col tacco aperte davanti… pensa un po’, proprio oggi che Gianpietruzzo aveva la visita di controllo per via dei suoi problemi di asma. Mai la dottoressa Caceci si era presentata con quelle scarpe aperte davanti. Mai e poi mai. Altrimenti Gianpietruzzo avrebbe immediatamente cambiato il medico di base.

Santo aveva gli zoccoli con la suola di sughero.

Bastó concentrarsi su quelli, e per Gianpietruzzo fu possibile farsi visitare. Nessuna crisi d’asma all’orizzonte.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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