La visione di Coglitor Carmèllo, da Furci cantór e menestrello

Stava in Furci un menestrello/che di nome fa Carmello/di talento Coglitore/fu di banda suonatore.

Col suo piffero incantava/la madama che passava/ma da sempre avea in mente/di coinvolgere sua gente.

Così giunto a mezz’età/sollazzato sul sofà/ebbe in conto di creare/un evento in riva al mare.

Salutare dal mattino/l’albeggiare del divino/poi la sera nel piazzale/un bel numero orchestrale.

Questo in pratica il progetto/confidando nell’effetto/dell’estate balneare/d’una Furci in riva al mare.

Cominciando pian pianino/ogni passo fa un gradino/prese forma da un granello/la vision del menestrello.

Possa esser d’auspicio/come un fuoco d’artificio/tal messaggio musicale/diventare nazionale.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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