In questo porco mondo: il signor Niente

Non ne poteva più di se stesso, del suo nome, della sua vita. Così decise di andare all’anagrafe e di farsi cambiare nome. Scelse di chiamarsi Niente di nome e Niente di cognome. Sì sentì sollevato. Si sentì leggero come una piuma. Il suo tormentato passato, zac!, cancellato in un istante.

Dopo poco cominciarono i problemi. La gente parlava, opinava, discettava, dialogava, esclamava, ciarlava, battibeccava, litigava, biascicava, controbatteva, menzionava, annunciava, ammoniva, minacciava, sentenziava, argomentava, censurava, offendeva, rispondeva, domandava.

“Non voglio niente” (e si deprimeva perché si sentiva detestato).

“Non ho niente da fare” (e si sentiva uno sfaccendato).

“Niente di nuovo da vedere” (e si sentiva obsoleto).

“Vabbè, meglio di niente” (e si mortificava ritenendosi il peggiore di tutti).

“Stai lì a non far niente mentre io mi spezzo la schiena tutto il giorno!” (e si sentiva emulato nell’esser fannullone).

“Ma davvero non hai preso niente?” (e si sentiva scartato pregiudizialmente)

Realizzó che a vivere così non ci avrebbe guadagnato un granché rispetto a prima. Tornó di corsa all’anagrafe a riprendersi il vecchio cognome di famiglia: Abbracciante. Questa volta però come nome scelse Tutto al posto di Totuccio. Tutto Abbracciante.

Ma questa è un’altra storia…

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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