Claudia Scavone recensisce il mio romanzo “Vic”

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Claudia Scavone ha il grande pregio di saper cogliere l’anima delle… cose. La sua recensione ha messo in luce aspetti ancora non esplorati nel linguaggio di quest’opera in eterno divenire che è il mio romanzo “Vic”, soprattutto grazie ai suoi riferimenti all’arte visiva.

Parole chiave: #realismomagico #viaggiointeriore #criticasociale #vorticicromatici #caosinteriore

Grazie.

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“Vic” di Francesco Cusa è un romanzo che si distingue per la sua capacità di esplorare le profondità dell’animo umano attraverso una narrazione che mescola sapientemente realtà e immaginazione. Ambientato nella cittadina di Cotrone, il protagonista Vic si muove in un contesto che riflette le contraddizioni e le complessità della società contemporanea.
Cusa, con una scrittura che richiama il miglior realismo magico, ci offre un’opera che è al contempo un viaggio interiore e una critica sociale. La sua prosa è densa di immagini potenti e di riflessioni profonde, che invitano il lettore a una meditazione sul senso della vita e sulle dinamiche che governano le nostre esistenze. In questo, l’autore catanese sembra dialogare con le opere pittoriche contemporanee degli anni Sessanta, come le tele di Mario Schifano o quelle di Mimmo Rotella, che con il loro uso frammentato e disgregato delle immagini rappresentano le ansie e le alienazioni di un’epoca segnata dal consumismo e dall’omologazione culturale.
Il romanzo è anche una denuncia delle ipocrisie e delle banalità della nostra epoca. Cotrone, con le sue atmosfere sospese e i suoi personaggi enigmatici, diventa il simbolo di un’umanità in lotta contro le proprie sconfitte e le proprie illusioni. In questo senso, “Vic” si pone come un’opera di grande attualità, capace di mettere a nudo le fragilità e le contraddizioni del nostro tempo. Viene in mente l’opera teatrale di Giorgio Albertazzi, il quale, con la sua reinterpretazione di testi classici, è riuscito a scavare nell’animo umano e a rivelare le tensioni sotterranee che lo attraversano, similmente a come Cusa esplora le pieghe nascoste dell’esistenza attraverso il suo protagonista.
Leggendo “Vic”, non si può fare a meno di pensare non solo ai capolavori della pittura italiana rinascimentale, come “La Nascita di Venere” di Botticelli o “La Vocazione di San Matteo” di Caravaggio, ma anche alla pittura astratta di Emilio Vedova, con i suoi vortici cromatici che evocano il caos interiore e le turbolenze dell’animo umano. Allo stesso modo, il romanzo di Cusa ci porta a riflettere sulle nostre scelte e sul nostro percorso di vita, rendendo palpabile il conflitto tra l’essere e l’apparire, tra la verità intima e l’inganno della superficie.
Inoltre, “Vic” evoca l’atmosfera di film iconici come “La Dolce Vita” di Federico Fellini, con la sua critica alla superficialità della società moderna, e “Il Postino” di Michael Radford, che celebra la poesia e la bellezza della vita quotidiana. La scrittura di Cusa, a tratti visionaria, riesce a coinvolgere il lettore in un’esperienza quasi onirica, dove i confini tra realtà e immaginazione si fanno labili e incerti. Questo continuo scivolare tra mondi diversi ricorda le incursioni teatrali di Albertazzi, che non ha mai avuto paura di esplorare l’irreale e l’inconscio, proprio come Cusa osa fare nel suo romanzo.
In conclusione, penso che “Vic” sia un romanzo da leggere e che vada meditato. Da offrire per la sceneggiatura di un film o per un adattamento teatrale. È un’opera che ci invita a riflettere sul nostro modo di vivere e di percepire il mondo, offrendoci uno specchio in cui riconoscere le nostre paure e le nostre speranze. Un libro che lascia un segno profondo nell’animo di chi lo legge”.

C. Scavone

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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