A star coi gatti

A star coi gatti poi s’impara

quanto doppia e falsa sia l’umàn natura

⁃ non che i gatti sian da meno

che d’inganni son maestri –

ma coi gatti tu ci vivi come a scuola 

e il metterla in saccoccia a chi si fida  

diventa fine arte da gattara. 

È il loro fondamento esistenziale. 

Al confronto i nostri inganni (vile calco)

son copia assai sbiadita di lór fusa

ché i gatti non t’invitano al ricatto 

né fanno di tue gioie veleno al petto,

la pace del tuo cuor rigenerando 

col vìver al tuo fianco tutti gl’anni. 

Il gatto nulla chiede tutto piglia

non campa per ridarti la pariglia, 

ti dice “questo è tutto non crucciarti,

poi crepi e finisci al Padreterno,

vieni sotto il sole qui a stirarti 

se vuoi ti lascio posto, io m’alterno”. 

Ma l’uomo da lordure è reso empio 

di quell’insegnamento fa cultura 

il tempo d’una nuova seccatura

d’inganni e maldicenze farà scempio.  

(Stazzo 3/9/2024)

#poesie #francescocusa

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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