
Io studio tutto il giorno. Sempre. Non c’è domenica che tenga. Non ci sono vacanze. Aborro le vacanze. Cosa devi andare a vacanzare? Io studio. Tu vai in vacanza. Non ci sono finalità. Non si utilizzano strategie funzionali. Non si danno logiche compiacenti al mercato. La mia missione è devozionale. Vivo per sondare l’insondabile, per esplorare l’inesplorabile, per conoscere l’inconoscibile.
Indosso abiti e forme atti a depistare.
Mi infantilizzo ad hoc e mi senilizzo ad ovest, che non so cosa significhi, ma suona bene.
Combatto senza tregua contro i falsi, i corrotti e i mentitori, dunque con buona parte delle legioni che compongono questo “me”.
Dell’obiettivo me ne fotto, anche perché sono obiettivo di mio, così come del raggiungimento di uno scopo, perfino di scopare le case o i corpi, essendo peraltro indifferente agli scoop. Amo le sfide impossibili: so che non potrò leggere in questa vita tutti i libri che ho in casa, che non potrò giocare a tutti i giochi di PS5,6,7 ecc. che sono usciti e che usciranno, che non riuscirò a praticare nuove tecniche e metodologie di batteria, e molto altro ancora. Ma ho ben presente che devo andare avanti, senza titubanze. Nella bonaccia, timone fermo. Nel fortunale barra a dritta. Cerco complici. Gente affine. Miei simili. Fratelli e sorelle. Con costoro vorrei essere al di qua della morale e al di là della decenza. Edifico cattedrali sugli abissi immani assieme ad altri costruttori provenienti da altri mondi.
Questo faccio. Più o meno. Giorno e notte. Abito il Tremendo.
