
NEMESI
E giunsero nella notte oscuri e non visti
i messi muniti di falci e uncini
a far scempio dell’umano cogitare
dei discorsi e delle perifrasi
di lor dialoghi concitati
a pugnalare di sangue nero nella notte
sì, giunsero i messi a riportare l’ordine
presso gli ilici avidi e corrotti
tutto un rotolare di teste mozzate
di sordo rumoreggiar di crani sull’asfalto
giunsero a purgare le acquiescenze
a decorticare i falsi amori
a smascherare i sofismi del cogitare
a scomporre le ipocrisie del diritto
giunsero i messi nella notte
depistando i vigilanti
ingannando i controllori
giunsero a ricondurre la nuova umanità entro le solide cortecce dell’Albero Madre
oh sì, più neri della notte
avvolti nei loro mantelli
coi pugnali ricurvi essi estrassero il
codice
dai corpi ancora fumanti di acqueo vapore
una pioggia oscura di coltelli, lame, uncini, pugnali, lance ed asce
ricadde nella notte dei terrestri
per mille e mille giorni e per un tempo che apparve definirsi per convenzione
oh sì, come giunsero gli oscuri servi
del Giudice Estremo
a porre fine agli scempi
del viscido corteo di prelati
le fauci spalancate dei volti
un ultimo grido, un ultimo morso.
Stazzo 12/10/2024
