I sapiens e la società dei media

In questa cosa che si chiama alfabetizzazione e civilizzazione dei sapiens: tutto è techné. Dalla
scoperta del fuoco, all’invenzione della ruota, dal motore supersonico all’iPhone, tutta la simulazione che è la vita sensoriale (Maya), è frutto di innesto del sapiens entro il laboratorio “paradeia-paradiso” (e relativa generazione dell’adamon). Il nostro DNA è artificiale. Il nostro cervello genera la realtà in frazioni di secondo. Tutto questo lo sapevano bene gli antichi rishi. Questa realtà è una simulazione sofisticata (per noi) conficcati come siamo nel game della sephira del regno di Natura (tutto l’universo materico). Per cogliere la materia oscura necessitiamo di implementazione. Nessun “bios” è in grado di operare il salto necessario nel processo evolutivo secondo la scala di Kardasev. Nel mio prossimo libro provo a descrivere tutto ciò. “Umano troppo umano” scriveva Nietzsche e chiosava l’androide in “Blade Runner”. Tutte le meraviglie del mondo che sarà le potrete vedere se soltanto vi accostaste alla meditazione quotidiana o vi apriste al sentire globale. Il paradosso della società dei media è che c’è chi gioisce per Trump e Kennedy jr. alla sanità, quando a reggere le fila del reale cambiamento sarà Elon Musk. Siamo solo agli albori della nostra civiltà. Fatevene una ragione.

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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