
Insomma, siamo al paradosso che oggi certe copertine de “Il Male” o del
“Vernacoliere” sarebbero considerate di destra, perché fuori dalle logiche del politicamente corretto che stanno trasformando questa “sinistra” in una sorta di refettorio del diritto civile perenne. E questo cambiamento è reale perché difficilmente qualcuno a sinistra avrebbe mai pensato solo qualche anno fa di censurare pagine satiriche come queste. La vera censura oggi risiede in questa ammorbante e tossica vigilanza che opera in un contesto schizofrenico, ove i vecchi strumenti dell’analisi politico-ideologica si frangono contro le necessità di una dinamica esponenziale del cambiamento sociale. Ogni cosa dunque finisce con l’essere declinata in “ismi” funzionali a giustificare lo stato di perenne allarme che, di fatto, regola la speculazione intorno a tematiche di genere trasformandole in categorie di fascinazione.


