La credenza come base di ogni processo conoscitivo nei sapiens

Miti, religione e scienza sono tutti costrutti parte di un ordine immaginario basato sulla credenza. L’astrologia, il cristianesimo, la chimica, l’economia, la democrazia, la matematica esistono perché la maggioranza di individui ci crede. Il principio fondativo dei macrosistemi dei sapiens sapiens è quello dell’indottrinamento: aritmetiche, musiche, ricette di cucina, istruzione scolastica, grammatica, regole della tombola, codici stradali, leggi dello stato, pornografia, scacchi, semantiche, sono il portato contemporaneo di una coercizione millenaria adesso centrata sull’illusorio concetto di eguaglianza. Le divisioni del passato – la schiavitù, le caste, i ricchi e i poveri – sono attualmente istanze carsicamente occultate dalla retorica dei diritti e dei doveri da parte dei cittadini-tutti-uguali-di-fronte-alla-legge, dalla rete di macro sistemi normativi strutturati a più livelli che irreggimentano le logiche di controllo della politica globale. Tutto questo è immaginario, e poco importa se a renderlo reale sia un esperimento condotto in laboratorio o una favola di asini volanti raccontata ai bambini. Da questa prospettiva tutto è scienza, giacché tutto il portato espressivo dei sapiens scaturisce (dovrebbe scaturire) da ciò che i greci chiamavano téchne, ossia da qualcosa che sia comunque l’inevitabile prodotto dell’ordine immaginario costituito che forgia e plasma il nostro processo creativo, da qualcosa che l’ordine immaginario può fagocitare e assimilare al fine di rendere sempre meno traumatico il nostro essere-nel-mondo (il fuoco, la ruota, il gioco dell’oca, la relatività generale, le Americhe, non potevano che essere, prima o poi, scoperti e/o inventati) Il principio omologante e intersoggettivo implica il superamento della dicotomia oggettivizzazione/soggettivazione (il metodo scientifico vs la coscienza dell’individuo) in funzione di un processo conoscitivo interamente mediatico, cioè condiviso. L’intersoggettività (gli déi, la Legge, una formula, la classifica della serie A di calcio) sarà sempre meno sottoposta a criteri di assimilazione legati ai necessari tempi di adattamento: nel prossimo futuro ogni forma di conoscenza sarà istantanea, e il tempo sarà contemplato in frazioni di frazioni di secondo che a noi sembreranno eternità. Le implicazioni di tutto questo processo saranno oggetto di altre mie riflessioni in futuro.

(Continua)

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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