Un ricordo per Marco Ricci

Apprendo con sgomento e dolore della scomparsa di Marco Ricci in terre lontane. Era in viaggio in solitaria, come di suo costume, e le circostanze della sua dipartita non sono attualmente chiare. Passa a miglior vita un essere nobile, discreto, sensibile, gentile e di rara umanità. Marco sembrava far parte di questo mondo e al contempo essere compenetrato nelle ragioni estranee di molte altre dimensioni. Era un chitarrista sublime, e già nei primi anni Novanta aveva impresso la sua cifra stilistica originale e innovativa. Ma è sempre stato uno studioso poco incline alla spettacolarizzazione e ai criteri di marketing propri di questo mondo musicale. Con me e Roberto Bartoli aveva fondato il T.A.O. trio, gruppo che mi vide esordire con il mio primo cd in assoluto nel 1994, e con noi ci stava Paolo Fresu. Il T.A.O. trio è stato un progetto che ha girato tantissimo in quegli anni, e con Marco e Roberto abbiamo condiviso tante esperienze in Italia e all’estero, quando era ancora possibile organizzare dei tour senza necessariamente passare attraverso le grinfie di cordate e clan.
Marco era un essere speciale, dotato di una qualità rara, che definirei “sintesi sottrattiva”, qualità che si estrinsecava in ogni suo atteggiamento del vivere: come musicista, come uomo e come intellettuale. Qualche anno fa suonammo ancora insieme, per una reunion del trio del passato: non avrei mai creduto sarebbe stata l’ultima volta. Marco è poi venuto tante volte ai miei concerti, sempre con quella sua simpatia “gentile”, da uomo cortese ma sincero, affettuoso a suo modo. Mi diceva: “ti seguo, ti seguo sempre. Continua così”.
Questa notizia mi provoca un dolore immenso, ma permea al contempo il mio spirito dell’aura che sa generare la sua dipartita; è come un abbraccio eterico che sa di profumi esotici e di diritture morali inesplicabili. Marco era un essere molto schivo ma al contempo profondo, di una profondità soave che lascia emergere alla superficie giusto il necessario, ciò che è educato mostrare. Viaggia in pace, nobile Marco, e grazie di aver condiviso una parte del tuo viaggio terreno con me.

Qui alcune “nostre” cose che ripubblicherò nei giorni a venire, per ricordare la sua e la nostra musica.

T.A.O. & PAOLO FRESU – “Amaremandorle” (CD su bandcamp)
https://francescocusa.bandcamp.com/album/t-a-o-paolo-fresu-amaremandorle

T.A.O. (Marco Ricci/Francesco Cusa/Roberto Bartoli) – Live in Fusignano (unpublished: from a tape): https://francescocusa.bandcamp.com/album/vintagecollection-t-a-o-marco-ricci-francesco-cusa-roberto-bartoli-live-in-fusignano-unpublished-from-a-tape?

T.A.O. TRIO + Paolo Fresu “Cassero Jazz 2016”. “MIOWA” di Marco Ricci: https://youtu.be/hPdrmLCTAMY?si=C8VrTciuV16pf9YU

T.A.O. – MARCO RICCI-ROBERTO BARTOLI- FRANCESCO CUSA (ANNI NOVANTA DEL SECOLO SCORSO): https://youtu.be/t98OOMHFsEk?si=bImUJWLrZaul2a3I

TABULA RASA: https://francescocusa.bandcamp.com/track/tabula-rasa-napoli-oscillator-tune-up

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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