Calenda greca

Questo video dovrebbe passare alla storia come manifesto di ciò che la “sinistra” è oramai diventata in questo paese. Calenda è l’emblema di questa deriva che si apre in forma di voragine tra una élite oligarchica di rampolli e… l’umanità. E io potrei farvi nomi e cognomi di amici e conoscenti che stanno ancora dietro a questo imbellettamento dell’Osceno, che poi é la stessa gente che guarda a Formigli, Mentana, Fazio, alla Gruber come a baluardi di una ideologia progressista; si tratta insomma degli stessi che poi prenderanno le distanze dal Calenda di questo video e che in realtà, specie dopo gli shock della dittatura pandemica, sono diventati complici e tramite di questa monnezza targata DEM. Questo video mostra senza pietà lo status di questi disadattati, di questi fichetti da prendere a ceffoni, di questa cultura woke figlia della società della sorveglianza. E badate che a scrivere queste cose la si paga ancora, perché questi mentecatti poi decidono nei salotti buoni se tu devi lavorare o meno in certi settori, se puoi avere o meno mercato, se sei presentabile o meno. Peccato per costoro che queste cose io le avevo subodorate in tempi non sospetti, e dunque ora è perfettamente inutile atteggiarsi a falsi pentiti, è inutile cercare di prendere le distanze da tutto ciò, perché siete stati complici e delatori, avete predicato dalle discariche di questa monnezza, e del fetore di questa monnezza siete pregni. Fate vedere questo video ai vostri figli e spiegategli che qualsiasi cosa, perfino il demonio, è meglio di questa melassa venefica che sta ammorbando il decoro e la decenza. Forse solo così potrete togliervi un po’ di fetore di dosso. Forse. Solo così.

Francescos Cusas

Pubblicato da Francesco Cusa

Francesco Cusa (Catania, 1966) è batterista, compositore e scrittore. Ha suonato in Europa, Asia, Africa e Stati Uniti, pubblicando numerosi album, tra cui «Minimal Works» e «Strange Dreams». La sua produzione letteraria comprende romanzi come «VIC» e «2056», raccolte di racconti e poesie. Docente di Batteria Jazz al Conservatorio di Catania, scrive di cinema, musica, letteratura e filosofia.

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