
Io passo le mie giornate diurne nella piena solitudine del mio giardino. La sera metto in scena ciò che rimane del mio essere clown, la pantomima dell’essere sociale. La notte torno alla mia densa solitudine abitata da ogni sorta di creatura d’Oltremondo. Le mie gatte sono i miei due angeli custodi. Se c’è ancora qualcosa di soggettivo in me, lo potete ritrovare nei miei scritti e nelle musiche. Tutto il resto è recita.
Delle retoriche ricorrenze dei sapiens più non mi curo. Festeggiate. Celebrate. Papi morti e ideologiche ricorrenze, mettete pure le vostre radici precarie nelle paludi dell’immane Significante. Il mio sguardo è fisso al futuro, che è sempre adesso, nell’immanenza panica di un’eterno risorgere.
