
La gente parlava di morte
e nelle case si continuava
a vivere.
Fuori un incendio di grilli
le ali di mantide solcavano
il cielo.
Il primo a morire fu un bimbo
fatto di ombra.
Poi morirono i gatti
e tutti i signori con in mano
un giornale.
Infine toccò alle madri,
alle figlie e alle tartarughe.
L’arcobaleno era una grossa
falce, caddero le teste
delle giraffe.
All’orizzonte le nuvole rosa
oziavano nel disumano
e ridevano delle orbite
dei satelliti.
Si squarciarono i cieli
e suonarono le trombe del
Giudizio.
Nessuno volle più resuscitare.
(Francesco Cusa)
